castello tetro

Mattone dopo mattone
costruisco
castelli di rabbia
su fondamenta di rancore
sapendo
che ami lei
più di me.
Mi fai diventare
quello che non sono
divorata da invidia
e gelosia.
Non sono così.
O non è così
che vorrei essere,
chi può dirlo.
Ho sempre chiesto
che fossi felice
anche senza di me.
Ma non riesco
a sopportare
che tu sia più felice
che con me.
Perché?
Eravamo sbagliati noi
ora sono sbagliati i tempi,
ma che importa.
In fondo lo sai
che saremmo stati felici.
Potrei riprovarci ancora
ma non voglio.
Vorrei ma non posso.
Non ora.
E allora quando?
Mai?
Il tempo sistemerà tutto,
l’ho sempre pensata così,
ma forse il tempo andava aiutato.
E in tutta questa confusione
che hai lasciato dentro di me
capisco solo
che era amore
che lo è ancora
che non se ne va via
che resta dentro
e non me n’ero resa conto allora,
ma lo sento ora
che non sei con me.
Come una preghiera
ti dico sceglimi
ti dico seguimi.
E così sia.

Scritta un po’ di tempo fa per un concorso di “Istantanea follia di un viaggiatore errante”
Il libro a cui mi ero ispirata era Castelli di rabbia, di Baricco.

L’arrocco del riccio, 26 aprile 2013

La catena di lettere continua!

La catena continua! Ieri sulla pagina Facebook ho ricevuto un messaggio privato da un ragazzo che mi ha detto che la catena continua. L’ho già scritto? La catena continua.

Ok, sono molto felice nel caso non fossi riuscita a trasmettere il mio entusiasmo. Un grandissimo grazie al primo sconosciuto che ha continuato la catena, ecco la foto che mi ha mandato! Non vedo l’ora di ricevere altri messaggi così!

Prima lettera

L’arrocco del riccio, 25 febbraio 2017

cellulare-messaggio

Sono stata brava perché potevo mandarti uno di quei messaggi che poi finivamo a fare l’amore e invece niente, non ti ho mandato niente, sono fiera di me. Che lo sappiamo entrambi come va, iniziamo scherzando e finiamo in un letto, o in un auto o chi lo sa – non è mai importato il dove, né il quando, ma ci finiamo e tanto basta. E invece niente perché non è più quello che voglio. Non che non fosse bello, era bellissimo ma in qualche modo anche triste – non so se triste sia la parola giusta – ma non era fare l’amore, era fare qualcos’altro, di molto bello ma di molto altro e non voglio più. Perché non è fare l’amore quando non ci si ama, giusto? E allora l’abbiamo sempre chiamato nel modo sbagliato. Ci sarebbero state altre espressioni da usare – alcune forse volgari – ma amore, amore no. Forse non sempre so quello che voglio, ma di sicuro so cosa non voglio più.

L’arrocco del riccio, 11 luglio 2014

sagome donne

Ci sono donne che per ottenere quello che vogliono non esitano a tirare fuori le tette e ce ne sono altre che per lo stesso motivo non esitano a tirare fuori le palle.
Sarebbe bello per una donna riuscire a raggiungere i propri scopi senza dover fare né l’una né l’altra cosa. Le palle lasciamole agli uomini, perché siamo donne, ma non sviliamo la nostra essenza usando le tette per raggiungere i nostri obiettivi.

Disse chi le tette quasi non ce le aveva, me ne rendo conto.

L’arrocco del riccio, 13 luglio 2015