Come si chiama quella cosa per cui un evento o una serie di eventi si verifica in maniera tale per cui alla fine ti viene tolta ogni possibilità di fare la cosa sbagliata e ti tocca fare la cosa giusta per forza? Buona sorte? Fortuna? Provvidenza?
Come si chiama quella cosa per cui meno male che non sono rimasta da sola con te, perché tanto poi andava male in qualsiasi modo andava?
Andava male se succedeva qualcosa, perché non doveva succedere.
Andava male se non succedeva niente, perché avrei voluto succedesse.
E se succedeva qualcosa, poi sapevo che era sbagliato.
E se non succedeva niente, poi rimanevo col pallino che – avrei voluto.
Come si chiama quella cosa per cui alla fine va tutto a finire bene anche se tu hai fatto di tutto perché finisse male? Per oggi la chiamo “Meglio così”.

“It’s always a fool’s mistake to be alone with someone you shouldn’t have love.”
Leggendo “Shantaram” di Gregory David Roberts (2003)
#shantaram#gregorydavidroberts#nonsonorecensioni
L’arrocco del riccio, 2 maggio 2021 

Non posso forse regalarti molto
– e poi i regali non li ho mai saputo scegliere –
ma ti ho dato tante volte
e se vuoi ti darò ancora
il mio tempo.
Non ho poi molto altro di veramente mio.

L’arrocco del riccio, 14 aprile 2021

Le scarpe in disordine, in disordine io
mi verso un bicchiere di vino.
Non c’è un modo giusto per dire alla persona sbagliata – vieni da me stasera.
Perché mi mancano le tue mani
e la tua bocca
– vieni da me stasera.
Che è un invito ma anche un po’ promessa
che è proposta ma anche un po’ scommessa
E sei forse anche più sbagliato di quanto già sapessi
ma sei anche abbastanza vicino da pensare
– si potrebbe fare.
Anche solo una volta, magari per scoprire
che non è più bello come allora
che è la solitudine a parlare
che le tue mani non mi fanno più impazzire
che le tue labbra non le voglio più baciare.
E vorrei non dover scegliere tra quello che giusto
e quello che voglio
se quello che voglio sa come accarezzarmi
e vorrei non volere quello che voglio
se la sua bocca. La sua bocca.
Ma voglio.
E non c’è un modo giusto per dire alla persona sbagliata – vieni da me stasera –
ed io seguirò la strada giusta.
Ma vorrei perdermi.

L’arrocco del riccio, 12 aprile 2021



Aveva i capelli raccolti in una crocchia composta e disordinata assieme – volutamente. Sbocconcellava un lampone dopo l’altro, lo sguardo attento, il pensiero rivolto a rimandare ancora un po’ il momento in cui avrebbe addentato la crostatina. Si sarebbe sporcata, ne era certa, e invece era migliore l’impressione che avrebbe voluto dare di sé. D’altra parte – si disse – sono una che per quanta attenzione faccia, si sporca mangiando una crostatina. Meglio mettere le cose in chiaro fin da subito.
Lui continuava a parlare, ma seguire il filo dei suoi pensieri era diventato complicato. Nella sua mente un pensiero fisso, anzi due: le sue labbra sono del colore dei lamponi. E poi: ha labbra bellissime.
Lei si era fermata un attimo, lo sguardo lievemente corrucciato. Ma lievemente, ché lui se ne era accorto perché ormai la conosceva bene.
Forse ho detto qualcosa di sbagliato – pensò. E cercò altre parole per dire quello che gli passava per la testa.
I lamponi sono finiti – stava pensando invece lei.
[Forse non la conosceva così bene]
Nella pasticceria c’era poca gente, la bella giornata aveva spinto la maggior parte delle persone verso la spiaggia. Lei si guardò intorno, impercettibilmente. C’era solo una famiglia al bancone, una bimba col naso incollato alla vetrina: voglio quello lì. E poi, dopo un istante – per favore – guardando la mamma in cerca di approvazione.
Sollevò piano la crostatina, avvicinandola alla bocca.
Ha le labbra color lampone – continuava a pensare lui.
Mi sporcherò – continuava a pensare lei.
Un morso, poi poggia la crostatina sul piatto e raccoglie con un dito le briciole cadute, mangiandole. Poche, che le verrebbe quasi voglia di complimentarsi con se stessa.
Lui sorseggia piano il caffè perché non sa più cosa dire. Un po’ guarda la tazzina, un po’ guarda lei.
– Mi sporco sempre quando mangio una crostatina – disse temendo di avere della marmellata sul viso. Lui invece allungo lentamente una mano e raccolse qualche briciola, portandola alla bocca.

L’arrocco del riccio, 11 aprile 2021

La cosa sbagliata, per il motivo giusto, resta sbagliata?
La cosa giusta, per il motivo sbagliato, è giusta davvero?
Nessuna azione è esente da rischi – e in fondo, anche non agire può essere un errore. E allora che fare?
Forse bisogna imparare che gli errori capitano, che alcune scelte sono difficili, e ogni tanto faremo la cosa sbagliata. Magari non volendo, magari volendola fortemente, perché alcune cose sbagliate sono così attraenti. Dobbiamo solo poi ricordarci, quando è qualcun altro a sbagliare, che a volte abbiamo sbagliato anche noi.

Leggendo “Shantaram” di Gregory David Roberts (2003)
#shantaram #gregorydavidroberts #nonsonorecensioni
L’arrocco del riccio, 10 aprile 2021

Questo marzo mi sembra infinito
forse perché aspetto la Pasqua
come una sorpresa – qualcosa di nuovo.
Magari finirà la pioggia
arriverà davvero la primavera.
Li vedo i fiori, in lontananza.

L’arrocco del riccio, 31 marzo 2021