È molto più facile ricordarci – quando pensiamo a qualcuno che stimiamo – che anche chi in genere si comporta in modo corretto può sbagliare, che accettare – quando pensiamo a qualcuno che non ci piace – che anche chi ha spesso sbagliato, probabilmente ha fatto e sa fare del bene.

L’arrocco del riccio, 21 febbraio 2021
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Quante volte giudico troppo in fretta?
Un errore di grammatica, un vestito che non è di mio gusto, un dettaglio fisico che non rientra nei miei canoni.
E magari tengo a freno la lingua – per educazione e per vergogna – ma ormai il giudizio nella mia testa è partito.
Come se a me non capitasse mai di fare un errore quando parlo (o peggio ancora quando scrivo, ché avrei tempo e modo di rileggermi).
Come se il mio modo di vestire andasse bene a tutti.
Come se non ci rimanessi male a suo tempo, quando da piccola mi dicevano che ero troppo magra, troppo pallida, troppo qualcosa.
E non è sbagliato formarsi un’opinione nella mente, non è questo il punto. Il punto è che c’è il rischio di formarsi un’opinione sbagliata su una persona basandosi su un errore casuale o su un singolo aspetto che ci ha indispettito.
Ma cosa succederebbe se fossero gli altri a giudicarci troppo in fretta?

L’arrocco del riccio, 18 febbraio 2021

Pensava – avrei dovuto mettere un po’ di carta sul tavolo, adesso mi tocca ripulire tutto lo zucchero a velo.
Aveva pesato con cura tutti gli ingredienti, il quaderno verde delle ricette accanto a lei per essere certa di non sbagliare. Aveva impastato la frolla burrosa – le piaceva l’odore – e aveva aspettato paziente che riposasse in frigo.
Pronti gli stampi, si era seduta in cucina a pensare che ci doveva essere un altro modo, magari migliore, ma lei conosceva solo quello. O solo quello le veniva bene.
Al momento giusto aveva sistemato la frolla negli stampi, l’aveva bucherellati ben bene con la forchetta e li aveva infornati, restando sempre in cucina per essere certa di non dimenticarli.
Era abituata a fare tutto di corsa e – fossero state per lei – avrebbe iniziato a farcire le crostatine ancora calde, invece aveva aspettato. Aveva aspettato e aveva fatto le cose come si deve, sistemando poi i mirtilli uno ad uno e facendo nevicare delicatamente lo zucchero a velo.
Ci doveva essere un altro modo, magari migliore, ma lei conosceva solo quello. Non era brava con i “ti voglio bene” ma regalava dolci. Le persone – almeno quelle importanti, si diceva – lo avrebbero capito.

L’arrocco del riccio, 9 febbraio 2021
#2021 #riccio #larroccodelriccio #tivogliobene #regali #affetto #cura

L’anno scorso di questi tempi avevo in mente – fissi – una canzone e un uomo. Quest’anno pure ho un in testa una canzone – però diversa.
E un uomo – però lo stesso.
La canzone non so nemmeno se mi piace davvero, ma è lì. E non conosco neanche le parole, perché altrimenti la canteri tutta e forse – forse – una volta finita mi si toglierebbe dalla testa. O magari dovrei cantarla mille volte, ma poi mi si toglierebbe dalla testa.
L’uomo non so nemmeno se mi piace ancora, ma è lì anche lui. E non posso neanche rivederlo, perché magari se mi baciasse ancora forse – forse – mi accorgerei che i suoi baci non mi fanno l’effetto di un tempo e mi si toglierebbe dalla testa. O magari dovrei baciarlo mille volte, ma poi mi si toglierebbe dalla testa.
Invece pare che mi debba tenere canzone e uomo, senza potermene liberare. E passi la canzone, ma almeno l’uomo – almeno lui – sarebbe meglio se mi liberassi i pensieri, perché ce ne sono di altri, e nuovi, e migliori che potrebbero prendere il suo posto. Io lo so. Ma a volte mi mancano le sue mani.

L’arrocco del riccio, 2 febbraio 2021
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Benedetti gli amici che hanno opinioni diverse dalle mie
perché io a volte sbaglio e non me ne rendo conto
e a volte più non me ne rendo conto e più grossi sono gli errori.
Benedetti gli amici che non hanno paura di contrariarmi
e mi dicono anche quello che non voglio sentirmi dire –
quello che voglio sentirmi dire probabilmente me lo sono già detta da sola.
Benedetti gli amici che smuovono un po’ le mie convinzioni,
ché magari non ci riescono del tutto perché sono cocciuta,
ma almeno insinuano il dubbio.
Perché dovrei ricordarmi, quando peno di avere tutte le ragioni del mondo, che spesso chi ha torto non sa di avercelo. E potrei aver torto anche io.

(Poi ci sono le occasioni in cui sbaglio sapendo di star sbagliando, ma quella è tutta un’altra storia)

L’arrocco del riccio, 24 gennaio 2021
#2021 #riccio #larroccodelriccio #amicizia



Quando diciamo di sì a qualcosa, diciamo di no a qualcos’altro – c’è poco da fare. Bisogna esserne consapevoli quando si prende una decisione, nessuna scelta è esente da rinunce. Si può fare un bilancio accurato dei pro e dei contro o agire di istinto – ognuno ha il suo modo di agire – ma poi si deve decidere. E una volta che si è deciso, forse, non vale la pena pensarci più. Si accettano le conseguenze, si impara qualcosa per la scelta successiva e si va avanti. Tormentarsi non serve a niente.

(Facile a dirsi, ma a farsi chissà)

L’arrocco del riccio, 18 gennaio 2021
#2021 #riccio #larroccodelriccio #decisioni #scelte

È facile dare consigli agli altri.
Non frequentare quella persona.
Dovresti trovare un lavoro migliore.
Perché non cambi città?
Ancora non l’hai lasciato?
Perché l’hai lasciato?
Toglitelo dalla testa.
Non ci pensare.
Sta’ tranquilla.
Ma non sei un po’ troppo tranquilla?

È facile dare consigli agli altri, è più semplice con le debolezze degli altri.
Cosa costerebbe a me dire a qualcuno: ma smettila di fumare, non lo sai che ti fa male? E a volte lo faccio perché insomma, si sa che fumare fa male, è un dato oggettivo – mi dico – chi potrà contraddirmi. Ma io non ho mai fumato, non lo so cosa significa. È a questo che si dovrebbe pensare.
Noi spesso lo sappiamo benissimo cosa ci fa bene e cosa no, solo non vogliamo ammetterlo. E spesso ci sembra di sapere benissimo cosa fa bene a un’altra persona e cosa no, ma ne siamo sicuri? Voglio dire, da esterni abbiamo sicuramente un punto di vista più oggettivo, ma è con l’oggettività che si risolve tutto? Non lo so, ma non ne sono certa.
E questo non vuol dire che non si possano chiedere o dare consiglia, ma solo che dovremmo essere più indulgenti.
Con chi ci chiede un consiglio e poi fa di testa sua.
Con chi ci dà un consiglio e non è riuscito a capire del tutto il nostro punto di vista o le nostre debolezze.
È tutto più semplice con le debolezze degli altri.

L’arrocco del riccio, 17 gennaio 2021
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