Delirio del riccio, parte 22 – Vogliamo parlare della difficoltà di provarci con qualcuno quando l’unico contatto che si ha con questa persona è l’amicizia su Facebook? E parliamone, va. 

Facebook

[Non riesco a ricordare la persona di cui parlavo in questo post ed è strano perché a me in genere piace una persona ogni due o tre anni. Ho un sospetto ma non ne sono certa perché non torna il fatto che gli abbia mandato io la richiesta di amicizia su Facebook ma può essere che nel delirio abbia cambiato qualcosa per rendere personaggi, luoghi ed eventi irriconoscibili. Così irriconoscibili che non li riconosco neanche io. Ci sarebbe quasi da scriverci un altro delirio]

 

Allora, premettendo che non credo che Facebook sia il ‘luogo’ migliore per provarci con qualcuno, supponiamo che per caso io mi ritrovi nella situazione di non aver momentaneamente altro contatto con un ragazzo tranne Facebook.
Diciamo anche che la maniera più sbrigativa per risolvere la questione sarebbe mandargli un messaggio privato e invitarlo a prendere un caffè ma supponiamo che da una parte io sia troppo timida per farlo e dall’altra non sia sicura che mi piaccia: l’ho visto mezza volta e vorrei solo conoscerlo meglio, quindi non mi voglio sbilanciare troppo.
Aggiungiamoci che comunque ho fatto già il primo passo aggiungendolo io. “Capirai lo sforzo!”, penserete voi e c’avete ragione ma insomma, concedetemi che qualcosa ho provato a farla.
Anche perché nella mia testa era prepotente la vocina “se gli interessassi mi aggiungerebbe lui” e zittirla è stato davvero difficile.
Supponiamo che tutto questo sia vero, senza tirar fuori il sempre di moda “a un mio amico/conoscente/cugino è successo che…”.
Analizziamo un po’ la situazione e parliamo di una cosa serissima: la difficoltà di mettere il numero di ‘Mi piace’ giusti sulla bacheca del tipo che ci piace/ci interessa/non lo so bene ma potrebbe essere bello conoscerlo meglio.
Perché insomma, diciamolo, ci sta pure qualche ‘Mi piace’ per far capire che l’interesse c’è ma non bisogna incorrere nel rischio di far pensare di essere una stalker.
Lasciamo stare che una poi in realtà ha ripercorso a ritroso la bacheca fino alla data di iscrizione a Facebook o quasi.
Lasciamo stare che si sono spulciate per bene le informazioni maledicendo il fatto che non ci sia scritto nulla riguardo la situazione sentimentale (con buona pace del fatto che anche io non scrivo nulla della mia situazione sentimentale, né se single né se fidanzata).
Lasciamo stare che per ovviare a questo inconveniente si siano guardate con attenzione tutte le foto cercando di interpretare atteggiamenti e pose. Sarà un amica? Una fidanzata? Gli piace? Le piace?
Quella mano sul fianco a che altezza sta? Perché forse da come poggia la mano sul fianco si può capire quanta confidenza ci sia. Ma soprattutto, a quale livello possono giungere le mie seghe mentali?
Superata questa fase, dicevo, bisogna scegliere quali e quanti ‘Mi piace’ piazzare e non è un’impresa semplice. Non parliamo poi dei commenti, per niente facili. E dire che sono in grado di scrivere commenti simpaticissimi. Siete liberi di non crederci ma so essere simpatica quando mi impegno. Solo che poi capitemi, se non c’è confidenza alcune battute risultano strane e allora niente, bisognerebbe scrivere quei commenti un po’ banali che però sono fini a se stessi e lasciano l’impressione “Questa scrive cose a caso giusto per scriverle”.
“E mica sarebbe un’impressione tanto sbagliata?” penserete voi dopo aver letto questo post.
In ogni caso, a questo punto arriva il momento in cui bisogna pensare bene a cosa condividere: cosa gli potrebbe piacere? E se condividessi una canzone che ha condiviso anche lui per fargli vedere che abbiamo gli stessi gusti? Ovviamente a questo punto cerco una canzone che piaccia davvero anche a me, perché ci vuole comunque una sorta di morale in tutto ciò. E poi non voglio ritrovarmi un giorno ad ascoltare musica improponibile. In ogni caso, la scelta della canzone presenta anche un’altra difficoltà: quanto indietro andare nella cronologia? Perché se si sceglie una canzone recente ma non troppo da comparire nelle notizie recenti, si capisce che si è spulciata un po’ la bacheca. Se si sceglie una canzone di mesi fa, si può effettivamente pensare a una coincidenza. O a una pazza. Per le seghe mentali, vale lo stesso commento di prima.
Infine arriva il momento fatidico: lo contatto in chat, sì o no?
La mia idea in genere è “No, no, no. E anche no.”
D’altra parte, se lui pensasse la stessa cosa e rimanessimo in questo limbo per sempre come due cretini? In fondo, cosa costa provarci? Mal che vada non mi risponde o mi risponde a monosillabi e capisco che non c’è interesse. Sì vabbe’, però io mi vergogno lo stesso.
Potrei inviargli il classico messaggio sbagliato.
“Oh scusa, non volevo inviarlo a te ma sai, questa chat si muove e ho sbagliato a cliccare.”
“Oh scusa, maledetto touchpad mi si muove sempre il cursore”
“Oh scusa, è che hai proprio la foto uguale a quella di un mio amico e allora…”
Ma anche lì, a parte che è una cosa più che sgamata, bisogna trovare il messaggio giusto, che possa portare poi a una conversazione interessante. Con tutti i vantaggi e gli svantaggi di una conversazione in chat: utile contro la timidezza ma senza la possibilità di dare un’intonazione chiara a ciò che si scrive. E se già tra persone che si conoscono questo può portare a fraintendimenti, figuriamoci tra sconosciuti.
Non parliamo poi del fatto che nella mia mente contorta mi pongo quest’ulteriore problema: mettiamo che va tutto bene, ci parliamo, ci vediamo, iniziamo a uscire, ci fidanziamo (olè!), e così via. Un giorno dovrò confessargli che il messaggio con cui abbiamo incominciato a parlare non era partito davvero per sbaglio ma c’era stata tutta una macchinazione arzigogolata dietro? Problemi di etica e morale.
Ora vi devo confessare che mi sto dilungando in questo post per diversi motivi (tipo, non voglio studiare, mi scoccio di prepararmi una cena, adoro scrivere scemenze) e tra questi c’è anche il seguente: rimando il momento in cui scegliere se mandargli un messaggio o no.
Dovrò pure terminare però, quindi vi lascio con un’ultima breve riflessione su quanto sia difficile scegliere la foto profilo: devo stare bene, ma non troppo. Perché non troppo? Direte voi. Non lo so di preciso, ma se per mesi ho avuto una foto in cui sto bene ma tutto sommato è una foto normale, mi sembra strano tirare fuori una foto in costume da bagno o in cui ho due tacchi altissimi che mi fanno le gambe da fotomodella. Anche perché poi si vede che la foto è stata cambiata da poco (ma magari lui non si è andato a guardare tutta la cronologia come me).
Potrei dirvi ancora molte cose (in realtà no, credo di aver esaurito gli argomenti) ma devo assolutamente andare a controllare se compare il pallino verde vicino al suo nome in chat per meditare sul comportamento migliore da tenere. E magari anche mangiare. E magari anche studiare. Prima mangiare, va.

L’arrocco del Riccio, 13 novembre 2013

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