Le persone che incontriamo nella nostra vita ci cambiano, ci trasformano o a volte tirano fuori parti di noi che non conoscevamo o che conoscevamo benissimo ma per qualche motivo tenevamo nascoste. E a volte questo è un bene, altre volte è un male, perché a volte ci trasformano in una persona migliore ma a alte in una peggiore. E quando è peggiore cosa succede? Si può migliorare di nuovo?

(ma ricordiamo che è anche vero il contrario, noi incontriamo le persone che incontriamo nella nostra vita e possiamo renderle migliori ma anche peggiori)

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

L’arrocco del riccio,  12 marzo 2020

Ci sono delle persone che definiremmo “particolari”, “strane” magari. Qualche volta devo dire che aggettivi del genere sono stati affibbiati anche a me, a volte con affetto a volte meno. E credo che da un certo punto di vista non ci sia niente di strano, entro certi limiti (che però chi può definire?) e se le stranezze, per così dire, sono genuine. Anzi, sono le particolarità e le stranezze spesso a rendere speciali le persone. Ma a volte non si capisce se qualcuno ci è o ci fa e soprattutto ci sono persone che si sforzano di essere strane a tutti i costi, si vantano di essere un po’ pazze, fanno sfoggio di eccentricità forzate e io non lo so quanto questo dia un valore aggiunto a una persona.
“Dove finisca l’attitudine all’eccentricità e inizi la determinazione ad esserlo a tutti i costi, non saprei dirlo.”

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

L’arrocco del riccio, 11 marzo 2019

Mi piace, di Jane, l’integrità morale. Il suo vivere in maniera passionale senza però perder di vista i suoi principi – ché io vivo razionalmente più che posso ma poi, se la passione mi prende, perdo di vista tutto.

Leggendo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte (1847)
#nonsonorecensioni #janeeyre #bronte

L’arrocco del riccio, 25 febbraio 2020

Ci sono persone per le quali abbiamo una naturale inclinazione o preferenza e con loro tendiamo ad essere indulgenti come con nessun altro, sorvoliamo su evidenti difetti, esaltiamo come pregi comportamenti che in altri definiremmo normali, assecondiamo ogni desiderio.

Leggendo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte (1847)
#nonsonorecensioni#janeeyre#bronte

L’arrocco del riccio, 22 febbraio 2020

Ci sono spesso argomenti e motivazioni di cui siamo all’oscuro. Ci sono modi di pensare che sono diversi dai nostri e che non necessariamente possiamo comprendere, perché magari veniamo da esperienze diverse, perché diversi sono i caratteri. Altrimenti, va da sé, probabilmente reagiremmo tutti allo stesso modo di fronte alla stesse situazioni, e invece non è così. Bisognerebbe solo avere l’accortezza di ricordarsi, ogni volta, che non è detto che sia il nostro il modo migliore di agire.

Leggendo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte (1847)
#nonsonorecensioni#janeeyre#bronte

L’arrocco del riccio, 20 febbraio 2020

In fondo, che controllo abbiamo sui nostri sentimenti? Possiamo appena controllare i nostri pensieri – talvolta con uno sforzo enorme – ma sui nostri sentimenti non possiamo nulla. A poco serve dirci che dovremmo non amare qualcuno, che qualcun altro è degno della nostra stima anche se “a pelle” non ci piace, che tutti hanno qualcosa di buono, che non dovremmo lasciarci ingannare dalle prime impressioni. I sentimenti sono probabilmente incontrollati e incontrollabili.

Leggendo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte (1847)
#nonsonorecensioni #janeeyre #bronte

L’arrocco del riccio, 19 febbraio 2020