tombola

Un’anziana con un vestito blu a fiori bianchi, una giovane donna con un bambino in braccio, un ragazzo che si prepara una sigaretta, un altro in giacca e cravatta, un casco in una mano. Un sacco di gente ferma davanti a uno schermo aspettando che escano i numeri giusti. La gente aspetta la fortuna dal tabaccaio.

L’arrocco del riccio, 23 giugno 2019

 

margherita

Diciamo troppi sì perché ci convinciamo che da quei sì possano dipendere le nostre relazioni, lavorative o affettive che siano. E a volte è vero, a volte può succedere – chissà se sono poi sane quelle relazioni – ma altre volte forse siamo solo noi che ci convinciamo che sia così, che non abbiamo fiducia in noi e non abbiamo fiducia negli altri e pensiamo che basti così poco per spezzare un rapporto. Ci vendiamo per un po’ di stima o per un po’ di affetto, ma è davvero su questo che vogliamo costruire le nostre relazioni?

L’arrocco del riccio, 22 giugno 2019

 

 

libro

Sfogliava lentamente il libro una pagina dopo l’altra pur conoscendo già la storia a memoria. Seduta accanto al letto, abbandonava solo ogni tanto la pagina per una carezza ricevendo in cambio un sorriso e una mano che si stringeva un po’ intorno alla sua.

Riprese a raccontare piano la storia.

“E poi che è successo?” – arrivava sempre la stessa domanda alla stessa pagina, lo sguardo curioso tra le lenzuola.

E arrivava sempre la stessa risposta, come la prima volta.

Andò avanti fino quasi alla fine, si fermò quando vide gli occhi chiudersi e il respiro farsi regolare. Posò il libro di favole sul comodino e sfiorò con una carezza il capo appena reclinato sul cuscino.

Lasciò la stanza lasciando la porta aperta per sentire eventuali lamenti notturni e lanciò un’ultima occhiata affettuosa: la donna nel letto era sua madre.

L’arrocco del riccio, 21 giugno 2019

torta di compleanno

Qualche anno fa (sei? Sette? Forse anche di più) ti ho mandato un messaggio di auguri per il tuo compleanno. Avevo il tuo numero da diversi anni, ma probabilmente era la prima volta che lo utilizzavo. In fondo chiacchieravamo volentieri andando a scuola o tornando a casa, ma le volte che ci siamo visti al di là di questi viaggi di andata e ritorno si contavano sulle dita delle mani, forse di una sola. Non so neanche perché te l’abbia mandato, forse per far vedere quanto ero brava a ricordarmi del tuo compleanno anche se non eravamo amici stretti, forse perché in ogni caso mi piacevi come persona, pur non conoscendoti bene.

Non mi hai risposto subito, ma dopo un paio di giorni. Ormai non ci pensavo neanche più e invece abbiamo iniziato a inviarci messaggi e a “chiacchierare” del più e del meno. Io a stento sapevo usare il cellulare prima di quel tuo compleanno. Per mesi è andata avanti così; secondo me tu pensavi di piacermi e, dato che il tuo ego è enorme, questo ti piaceva tantissimo. In realtà non mi piacevi ancora. O forse, più probabilmente, tu avevi già capito tutto e io non avevo capito niente (sarebbe stata la prima volta ma non l’ultima, questo è certo). Siamo diventati amici, fidanzati, di nuovo amici, poi boh, poi amici di nuovo. A volte ci sentiamo più spesso ora che quando stavamo insieme.

Ho ritrovato un’agendina con una piccola parte nei nostri messaggi. Gli altri li ho persi cambiando cellulare, ma tra quelli che avevo avuto cura di ricopiare c’era anche quel primo messaggio. Te l’ho mandato anche quest’anno, chissà.

L’arrocco del riccio, 27 gennaio 2012

diario

Da qualche giorno ho un quaderno dei buoni propositi – io che in genere sono poco propensa a scrivere con carta e penna se non si tratta di lavoro, studio, o biglietti personali. Uno di questi prevede di scrivere ogni giorno tre cose di cui sono grata per un mese. Non ci sono regole particolari, possono essere cose materiali o no, banali o profonde, specifiche o generiche. Mi sono imposta un unico vincolo: non devono esserci ripetizioni. Avevo provato a farlo mentalmente la sera nel letto ma poi mi distraevo, mi dimenticavo, mi addormentavo, non ricordavo cosa avevo già aggiunto alla lista e cosa no – o imbrogliavo?
In ogni caso ora è tutto nero su bianco, non si può mentire e al quinto giorno sono già in difficoltà, perché qualche volta vorrei ripetermi. Per motivi diversi, per tre giorni di seguito, uno dei motivi di gratitudine che mi è venuto in mente è che un amico ha avuto un pensiero per me. Ma meglio così, spero di poter dire ogni giorni di essere grata per questo.

P.S. Difficoltà a parte, per ora sono riuscita a non ripetermi, ma un mese. Un mese sarà difficile.

L’arrocco del riccio, 17 giugno 2019