Mi sono lasciata scappare tante – troppe? – occasioni per essere prudente, per paura, non lo so neanche io perché. Mi sono lasciata scappare tante occasioni e adesso per paura di perderne ancora mi ritrovo a fare cose che vorrei davvero e cose di cui sono poco convinta solo per timore che siano treni che passano una volta sola. Me se non vanno dove vorrei andare?

L’arrocco del riccio, 18 gennaio 2020

Le decisioni importanti le prendeva sempre davanti a una tazza di te, se era inverno. Se era estate non prendeva decisioni importanti – o almeno così aveva deciso anni fa, quando aveva provato a prendere una decisione importante con un bicchiere di te freddo in mano e i risultati erano stati sconfortanti. Aveva provato anche con le liste dei pro e dei contro ma poi capitava un pro che valeva dieci contro e allora le liste non servivano più a niente, perché i conti diventavano troppo complicati e lei con la matematica non aveva mai avuto un buon rapporto – forse è per questo che si era ritrovata a lavorare nel mondo dei libri.

Così ora si ritrovava con una tazza di te in mano, pro e contro che si confondevano nella sua testa cercando di affermare ciascuno la propria superiorità e una decisione importante da prendere. Aveva pensato anche di non decidere niente e chiudersi in casa aspettando che tutto passasse ma le era sembrato immaturo, così fece l’unica cosa saggia che le venne in mente. Poggio la tazza sul tavolo e si diresse lentamente verso l’ingresso, rovistò nella tasca del cappotto, gettò via due scontrini vecchi e prese una monetina. Lasciò decidere a lei.

L’arrocco del riccio, 30 dicembre 2019

cartina

“Se a un certo punto della tua vita ti accorgi che una cosa non può più andare, ciò è indipendente dalle alternative. In altri termini, non dovrebbe essere soltanto la possibilità di far qualcos’altro a chiarirci che non possiamo continuare a far ciò che stiamo facendo.”

E quindi per esempio forse non dovremmo lasciare un lavoro che non ci soddisfa solo se abbiamo già un’altra opportunità migliore (facile a dirsi, ma bisogna anche far i conti con i conti da pagare). Oppure, non dovremmo restare con un partner che non amiamo solo per paura di rimanere soli, restando con lui in attesa di qualcosa di meglio, e così via. Bisogna però avere un po’ di coraggio e/o un po’ di incoscienza. Il cambiamento già fa paura quando si sa dove si va, figuriamoci quando la meta è ignota.

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

L’arrocco del Riccio, 21 novembre 2019

lavoro

Rifiuterei io un’offerta di lavoro iniqua se avessi bisogno di lavorare? Perché probabilmente la scelta giusta da fare sarebbe questa, perché finché c’è gente che accetta offerte inique ci sarà qualcuno pronto a farle ma. Ma se avessi bisogno di un lavoro, se non avessi una famiglia alle spalle, sarei disposta io a dire no. Troppo facile a volte giudicare le scelte degli altri senza provare a immedesimarsi nei loro panni. E ciò non toglie l’ammirazione e la stima per chi è in grado di prendere una decisione e portarla avanti nonostante tutto e nonostante tutti né significa che non ci si dovrebbe provare nemmeno, ma i nostri giudizi dovrebbero essere talvolta più clementi.

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

L’arrocco del riccio, 10 novembre 2019

ragazza su un sentiero

Non è mica così semplice, mica così scontato, che solo perché si sa che una strada è quella giusta allora sarà quella che imboccheremo. Perché poi ci si mettono in mezzo un sacco di cose, tipo le paure e i desideri, e finiamo per prender decisioni che lo sappiamo benissimo che non sono giuste ma tant’è, in quel momento ci sembra meglio così – il gioco vale la candela.

E abbiamo meno scuse, perché fin quando non sappiamo qual è la strada giusta non possiamo rinfacciarci di aver preso quella sbagliata ma se lo sappiamo, quando lo sappiamo, con chi dovremmo prendercela se non con noi?

Sarebbe certo molto più semplice se il solo sapere che una strada è quella giusta, ci spingesse a percorrerla ma non è così e forse tutto ciò che possiamo fare è imboccare il sentiero facendo attenzione, essendo pronti – se necessario – a tornare indietro e prendendoci tutte le responsabilità delle nostre scelte.

 

“Prima o poi capirai, come ho fatto anch’io, che una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo.”  Morpheus

Guardando “Matrix” (1999)

L’arrocco del riccio, 6 settembre 2019

#film #matrix #wachowski #nonsonorecensioni

scatolo

Mi riscopro sentimentale mentre metto ordine nei miei cassetti e decido cosa tenere e cosa buttar via. Carte accumulate in un cassetto, alcune mai lette, altre più e più volte sottolineare con penne, evidenziatori, matite – le note a margine. Mi accorgo con un po’ di tristezza di non ricordare già più alcune nozioni che erano per me quotidiane fino a poco più di un anno fa ma forse è proprio questo ad aiutarmi a decidermi: non ha più senso conservare. Tengo da parte solo un paio di fogli, più per i ricordi che vi sono legati che per il loro contenuto mentre due buste piene sono pronte per la raccolta differenziata. A volte per vivere meglio il presente, bisogna fare un po’ di spazio nel passato.

L’arrocco del riccio, 14 agosto 2019

bolla

Ho mal di testa e credo che sia perché oggi ho pensato troppo. Troppo e a troppi pensieri, tutti insieme, tutti diversi, tutti problematici per un verso o per un altro perché legati a decisioni da prendere. Pensieri che mi impensieriscono. Questa cosa di esser grandi non mi piace a volte, lo ammetto. Ci sono giorni in cui vorrei che qualcun altro prendesse le decisioni per me e si addossasse le responsabilità delle conseguente, come quando ero piccola. Solo che poi significherebbe perdere parte della libertà e dell’indipendenza, lo so, ma ci sono dei giorni in cui forse baratterei un pochino di libertà per qualche responsabilità in meno.

L’arrocco del riccio, 11 gennaio 2019