Ogni volta che finisco un libro mi piazzo davanti alla pila di quelli che ancora devo leggere – sempre incredibilmente alta, ogni tanto penso che dovrei smettere di comprarne finché non la smaltisco – e inizia la difficile scelta del libro successivo.
Alterno uno leggero a uno pesante? Un classico a un autore moderno? Un romanzo a una raccolta di racconti? Poesia? Ma poesia ne leggo poca, anche se vorrei porre rimedio. Prendo quello che aspetta da più tempo? Sì, però l’ultimo che ho comprato mi strizza l’occhio fin da quando l’ho visto su quella bancarella… Un libro piccolo da portare in borsa? Eh, ok, ma allora quel mattoncino che sembra comunque invitante quando lo leggo?
Insomma, alla fine una decisione la prendo, mi dico che tanto prima o poi li leggerò tutti, ma tanto già so che per un libro letto almeno altri due andranno ad aggiungersi ai libri non letti. Vorrei essere tutta per loro, ma devono essere un rifugio non una via di fuga definitiva dalla realtà.

L’arrocco del riccio, 12 febbraio 2020

fiducia

Io non lo so – ci vorrebbe uno psicologo, un antropologo, un sociologo, io non lo so.

Io non lo so, dicevo, se con la fiducia negli altri ci si nasce e poi a volte la si perde o se nasciamo diffidenti e poi iniziamo a fidarci di qualcuno.

Io credo di esserci nata ma di averla anche un po’ educata – la fiducia, intendo – sforzandomi un po’ quando mi fidavo di meno.

Poi ci sta, ci sono persone che ci ispirano fiducia a pelle fin dal primo istante, altre che la fiducia se la devono guadagnare duramente e altri che per quanto non abbiano fatto nulla di male non ispirano fiducia neanche un po’. Ma tutti sbagliano o possono sbagliare.

E poi ci sta che dopo grandi delusioni la fiducia sia difficile a ristabilirsi sia nei confronti di chi ci ha deluso – può essere quasi impossibile – sia nei confronti degli altri. Penalizziamo gli altri e forse un po’ penalizziamo anche noi, ma se può essere difficile fidarsi lo è ancora di più fidarci di nuovo. Non ci possiamo fare molto.

Io non lo so, ma so che se è brutto, bruttissimo essere delusi da qualcuno a cui teniamo, è bello, bellissimo avere qualcuno di cui ci fidiamo, con cui condividere pensieri, tristezze, paure e gioie. Bello bellissimo. E forse quel qualcuno un giorno ci deluderà o noi deluderemo lui – perché ci dimentichiamo che potremmo sempre essere anche dall’altra parte – ma secondo me ne vale la pena. Per i bei momenti insieme, ne vale la pena.

L’arrocco del riccio, 1 agosto 2018