Delirio parte undici – Per la serie: seghe mentali assolutamente gratuite.

uomo di carta
Come si fa se si ama una persona che per qualche motivo non si può avere?
E non importa quale sia il motivo, badate bene. Magari ama un’altra persona, magari vive dall’altro capo del mondo e non c’è verso di cambiare le cose, magari non c’è più. Davvero, il motivo non conta, ma immaginate di amare una persona e di non poterla avere. Né ora né in futuro. È tutto un discorso ipotetico, un modo come un altro per farsi qualche sega mentale gratuita, tutto qui. Magari tu sei donna e a lui piace tuo fratello, insomma, il motivo potrebbe essere proprio uno qualsiasi.
Torniamo a noi: cosa si fa in questo caso? Perché a voler esser completamente corretti con se stessi e con gli altri, non si dovrebbe stare più con nessun altro, no?
Lo so che la risposta corretta è questa, ma per una volta voglio cercare di non pensare solo a ciò che sarebbe “giusto”, alla teoria. Voglio pensare anche alla pratica: sarei disposta a passare tutta la vita da sola? Se sì, perché? Solo perché so che sarebbe la cosa giusta e voglio scansarmi i sensi di colpa?
Se no, perché? Perché sono una brutta persona? E come farei coi sensi di colpa poi? Perché non si può stare con qualcuno sapendo di amare un altro.
Insomma, perché tutti questi pensieri? Perché passo molto tempo in pullman, e a qualcosa devo pur pensare. Poi ascolto uno stralcio di una conversazione altrui e inizio ad arrovellarmi il cervello.
L’arrocco del riccio, 2 giugno 2013
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margherita

Diciamo troppi sì perché ci convinciamo che da quei sì possano dipendere le nostre relazioni, lavorative o affettive che siano. E a volte è vero, a volte può succedere – chissà se sono poi sane quelle relazioni – ma altre volte forse siamo solo noi che ci convinciamo che sia così, che non abbiamo fiducia in noi e non abbiamo fiducia negli altri e pensiamo che basti così poco per spezzare un rapporto. Ci vendiamo per un po’ di stima o per un po’ di affetto, ma è davvero su questo che vogliamo costruire le nostre relazioni?

L’arrocco del riccio, 22 giugno 2019

 

 

torta di compleanno

Qualche anno fa (sei? Sette? Forse anche di più) ti ho mandato un messaggio di auguri per il tuo compleanno. Avevo il tuo numero da diversi anni, ma probabilmente era la prima volta che lo utilizzavo. In fondo chiacchieravamo volentieri andando a scuola o tornando a casa, ma le volte che ci siamo visti al di là di questi viaggi di andata e ritorno si contavano sulle dita delle mani, forse di una sola. Non so neanche perché te l’abbia mandato, forse per far vedere quanto ero brava a ricordarmi del tuo compleanno anche se non eravamo amici stretti, forse perché in ogni caso mi piacevi come persona, pur non conoscendoti bene.

Non mi hai risposto subito, ma dopo un paio di giorni. Ormai non ci pensavo neanche più e invece abbiamo iniziato a inviarci messaggi e a “chiacchierare” del più e del meno. Io a stento sapevo usare il cellulare prima di quel tuo compleanno. Per mesi è andata avanti così; secondo me tu pensavi di piacermi e, dato che il tuo ego è enorme, questo ti piaceva tantissimo. In realtà non mi piacevi ancora. O forse, più probabilmente, tu avevi già capito tutto e io non avevo capito niente (sarebbe stata la prima volta ma non l’ultima, questo è certo). Siamo diventati amici, fidanzati, di nuovo amici, poi boh, poi amici di nuovo. A volte ci sentiamo più spesso ora che quando stavamo insieme.

Ho ritrovato un’agendina con una piccola parte nei nostri messaggi. Gli altri li ho persi cambiando cellulare, ma tra quelli che avevo avuto cura di ricopiare c’era anche quel primo messaggio. Te l’ho mandato anche quest’anno, chissà.

L’arrocco del riccio, 27 gennaio 2012

Delirio parte otto – così, pur di non studiare.

coppia con cornice

Come diceva Cesare? “Gli uomini e le donne sono uguali”.
Forse avrei dovuto specificare che intendevo Cremonini, non l’altro Cesare, quello del Rubicone, per intenderci.
Dicevamo. Gli uomini e le donne sono uguali? Sì e no.
Insomma, sono evidentemente diversi e menomale. Chi si batte per l’uguaglianza dei sessi dovrebbe tenerne conto. Noi donne siamo diverse dagli uomini e questo non significa inferiori, non significa superiori, semplicemente significa diversi. O avrei usato un’altra parola.
Ma non è dell’uguaglianza dei sessi che voglio parlare. Parliamo di rapporti interpersonali.
Gli uomini e le donne sono uguali? Le donne sono tutte st***ze? Lo sono gli uomini? Entrambi? Nessuno dei due?
E ancora: le donne sono complicate? Lo sono gli uomini? Entrambi? Nessuno dei due?
Potrei continuare a lungo, ma oggi non mi sento portata a lunghi sproloqui e soprattutto voglio cenare (non pensate di venire dopo la cena nella lista delle mie priorità… beh, sì, pensatelo, ma sappiate che viene dopo la cena anche il mio fidanzato. Insomma, così sapete di essere almeno al terzo posto, ma davvero ci tengo a voi. E a vincere il premio parentesi più lunga dell’anno, evidentemente).
In ogni caso, riprendiamo il discorso.
Io direi che questo è uno di quei casi in cui si deve generalizzare e quindi la mia opinione, generalizzando è: non si può generalizzare.
Ci sono uomini che sono brutti e cattivi, ma anche donne. Ci sono uomini complicati, ma anche donne. E soprattutto, ci sono degli uomini e delle donne che in alcune occasioni sono brutti e cattivi, che in alcune occasioni sono complicati. In alcune occasioni e con alcune persone.
Il peggiore degli uomini, potrebbe incontrare una donna di cui si innamora pazzamente e per la quale diventa un agnellino. Tale donna, potrebbe essere stata fino a quel momento una bravissima ragazza, impazzire e iniziare a comportarsi da str***a. Anche qui, senza generalizzare.
Chi di noi non si è mai comportato male con una persona? Una volta dico, almeno una. Che ne sappiamo che l’uomo che si è comportato male con noi, non l’ha fatto per la prima volta? Come noi, integerrime, ci siamo comportate male un giorno con una persona totalmente innocente e che sicuramente non se lo meritava. Capita. Si rimane male? Ovvio. Ci si arrabbia? Ovvio. Ma col diretto interessato, non con la categoria.
Anche perché io conosco un ragazzo che definirei st***zo. E conosco una ragazza che definirei st***za. E così tutto il genere umano meriterebbe questa definizione. Voglio sperare che qualcuno si salvi.

L’arrocco del riccio, 17 maggio 2013

margherite

Non osservo forse abbastanza le persone intorno a me. Io ci provo, cerco di cogliere i loro stati di animo, di ricordarmi cosa gli piace e cosa no, di evitare gli argomenti che non preferiscono, di mettere tutti a proprio agio, di offrire – quando non mi sembrano di buon umore – qualcosa che possa tirargli su il morale. A volte ci riesco, a volte no – ci riesco con le persone che a volte sento più simili a me e (o) con quelle a cui voglio più bene, ammesso si possa definire in maniera precisa una scala di affetti. Ma a volte non ci riesco neanche con loro, e un po’ mi spiace.

L’arrocco del riccio, 12 giugno 2019

fotografia

Mi piace quando Facebook mi ripropone miei ricordi, perché tira fuori foto che io probabilmente non sarei andata mai a riguardare. Anzi, non è raro che mi capiti di pubblicare una foto su Facebook proprio sapendo che mi sarà riproposta di tanto in tanto mentre io l’avrei probabilmente dimenticata in una cartella sul pc.

Mi sono stati mostrati qualche giorno fa i miei ricordi di maggio e non ci sono persone. Sono bei ricordi ma non ci sono persone. Questa cosa mi ha messo un po’ di tristezza.

L’arrocco del riccio, 11 giugno 2019

ragazza mare

Portami a vedere il mare, a camminare a piedi nudi sulla spiaggia. Lasciami scrivere parole sciocche con un legnetto sulla sabbia e saltellare su ogni onda che tocca il bagnasciuga. Basterebbe poco – davvero poco – per farmi dimenticare tutte le tue dimenticanze.

L’arrocco del riccio, 29 maggio 2019