mare

Non sono per carattere una che insegue le persone, sono dell’idea che certe relazioni – amori, amicizie, semplici conoscenze – possano finire così come sono iniziate. E questo non le rende certo meno importanti: magari ci sono persone che fanno parte della nostra vita solo per una un anno, un mese, una settimana, un giorno, eppure lasciano un segno indelebile nella nostra vita e nel nostro carattere.

Non sono per carattere una che insegue le persone, eppure ogni tanto mi è capitato di farlo, quando ho pensato che ne valesse davvero la pena. L’ho fatto andando anche un po’ contro i miei principi, dal momento che penso che se uno vuole interrompere una relazione di qualsiasi tipo, deve avere la possibilità di farlo facilmente, perché in fondo è così che piacerebbe a me se fossi dall’altra parte. Senza troppe rotture di scatole, lasciatemelo dire. Ma ogni tanto dei rapporti si rompono per dei malintesi, per una parola di troppo o più spesso per dei non detti, per coincidenze assurde o per motivi che noi non possiamo nemmeno immaginare ma che richiedono un intervento, richiedono almeno un tentativo.

E così – anche se non sono per carattere una che insegue le persone – mi è capitato di inseguirle perché ho pensato ne valesse la pena. Ma fino a che punto ne vale la pena? Questo ancora non l’ho imparato. Per me, per certe persone, varrebbe la pensa sempre. Ma bisogna anche lasciarle libere di scegliere.

L’arrocco del riccio, 17 settembre 2019

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ragazza con telefono

Forse mi piace – forse.

Ma c’è questa cosa che se mi piace qualcuno subito si capisce, sono un libro aperto, e invece pare che vada di moda il mistero e io con queste cose qui proprio non sono brava. Me la cavo col flirtare, non sono messa male col provocare e rispondere alle provocazioni, ma questa cosa del mistero proprio non fa per me.

Comunque, forse mi piace o forse no – dovrei conoscerlo un po’ meglio – ma nel frattempo che cerco di capirlo farò bene a pensare a una strategia. Tipo, potrei lanciare qualche amo ogni tanto e poi nascondermi per lasciargli l’illusione che sia lui a provarci, se vuole (e se non vuole?).

Oppure potrei nascondermi il cellulare così che non possa inviargli messaggi e rinchiudermi nel mio ufficio così da non incontrarlo mai più. Mi sembra una strategia saggia e matura.

L’arrocco del riccio, 15 settembre 2019

patate

Sono al pc che scrivo e dalla cucina mi raggiunge l’odore del rosmarino – sarebbe facile immaginare che ci sia qualcuno di là che prepara il pranzo per me e dovrei raggiungerlo. Magari mia madre, magari un’amica, magari un uomo. Anche se difficilmente è capitato che mia madre cucinasse qualcosa per me e io andassi in cucina a farle compagnia. Aiutarla non ci ho quasi mai pensato: un po’ non fa per me e un po’ quello è il suo regno – per quanto cerchi aiuto, alla fine preferisce sempre che le cose siano fatte come dice lei. E solo lei può farle come dice lei.

Dicevo, difficilmente mi è capitato che mia madre cucinasse qualcosa per me e io la raggiungessi in cucina, anche solo per farle compagnia chiacchierando mentre ascoltiamo distrattamente un programma alla tv.

Dicevo anche, dalla cucina mi raggiunge l’odore del rosmarino e sarebbe facile immaginare che ci sia di là qualcuno che per me ma non è così. Sono stata io a pulire le patate, a sbucciarle con più attenzione del solito – ché in genere è tanta la patata che butto via con la buccio – a fare dei pezzetti abbastanza grandi per non farli bruciare come l’ultima volta. Poi olio, pepe, sale, ho tirato fuori dal frigo due salsicce e ho aggiunto il rosmarino. Mi sono detta che questa domenica volevo coccolarmi un po’, che da domani non dico dieta, ma un po’ devo fare attenzione col cibo che sto mangiando in maniera sconclusionata perché già a me non piace molto cucinare, ma cucinare solo per me dopo una giornata di lavoro mi piace anche meno. E invece non è questo lo spirito che vorrei. Non dico che possa iniziare a piacermi cucinare, così all’improvviso, ma posso iniziare a scegliere con attenzione quello che mangio, a prepararlo con cura, a godere dei colori, degli odori, del tatto, dei suoni – lo sfrigolio dell’olio nella padella – non solo dei sapori. Si cucina sempre con attenzione quando si cucina per qualcuno a cui si vuole bene, voglio cucinare con attenzione per me e – magari un giorno – anche per qualcun altro.

L’arrocco del riccio, 8 settembre 2019

 

funghi

Spuntano come funghi, pensieri improvvisi, tanto belli quanto pericolosi.
Sedimentati nel cuore, germogliano tra le ferite, nell’umido delle lacrime si muovono verso l’alto seguendo un raggio di sole. Sono cento, mille arcobaleni. Ponti verso un altrove, dove il diverso è solo un riflesso opaco di una realtà in frantumi. Realtà che ci spinge lontano, alla ricerca di qualcosa di meglio, qualcosa di nostro. Nostro, un soffice abbraccio, un ricordo antico come la bevanda alla zabaione la mattina di natale. Ne posso sentire l’odore, il sapore sulle labbra come in quelle fredde giornate invernali – certi ricordi scaldano il cuore.

L’arrocco del Riccio e Sine Cera

18 ottobre 2015

cuori di legno

A volte mi manchi anche tu.
Mi manca il modo in cui i miei fianchi si incastravano tra le tue mani.
Mi manca quando prendevi il mio viso tra le mani per baciarmi.
Mi manca quando immaginavamo una vita insieme.
Mi manca quando ti presentavi sotto casa mia con un cornettone ripieno di cioccolata, anche se in genere significava che avevi qualcosa da farti perdonare.
Mi manca il modo in cui mi prendevi in giro.
Mi manca il tuo sorriso.
Mi mancano le tue camicie verdi. Ma quante ne avevi?
Mi mancano le tue mani sul mio corpo.
Mi manca il piacere che mi davi.
Mi manchi tu. A volte.

L’arrocco del Riccio, 14 marzo 2012