Non possiamo – in generale – scegliere quanto vivere ma possiamo scegliere come farlo. E allora forse dovremmo farlo bene. Non sempre e comunque al meglio ma bene.

L’arrocco del riccio, 16 gennaio 2020

Le decisioni importanti le prendeva sempre davanti a una tazza di te, se era inverno. Se era estate non prendeva decisioni importanti – o almeno così aveva deciso anni fa, quando aveva provato a prendere una decisione importante con un bicchiere di te freddo in mano e i risultati erano stati sconfortanti. Aveva provato anche con le liste dei pro e dei contro ma poi capitava un pro che valeva dieci contro e allora le liste non servivano più a niente, perché i conti diventavano troppo complicati e lei con la matematica non aveva mai avuto un buon rapporto – forse è per questo che si era ritrovata a lavorare nel mondo dei libri.

Così ora si ritrovava con una tazza di te in mano, pro e contro che si confondevano nella sua testa cercando di affermare ciascuno la propria superiorità e una decisione importante da prendere. Aveva pensato anche di non decidere niente e chiudersi in casa aspettando che tutto passasse ma le era sembrato immaturo, così fece l’unica cosa saggia che le venne in mente. Poggio la tazza sul tavolo e si diresse lentamente verso l’ingresso, rovistò nella tasca del cappotto, gettò via due scontrini vecchi e prese una monetina. Lasciò decidere a lei.

L’arrocco del riccio, 30 dicembre 2019

ragazza su un sentiero

Non è mica così semplice, mica così scontato, che solo perché si sa che una strada è quella giusta allora sarà quella che imboccheremo. Perché poi ci si mettono in mezzo un sacco di cose, tipo le paure e i desideri, e finiamo per prender decisioni che lo sappiamo benissimo che non sono giuste ma tant’è, in quel momento ci sembra meglio così – il gioco vale la candela.

E abbiamo meno scuse, perché fin quando non sappiamo qual è la strada giusta non possiamo rinfacciarci di aver preso quella sbagliata ma se lo sappiamo, quando lo sappiamo, con chi dovremmo prendercela se non con noi?

Sarebbe certo molto più semplice se il solo sapere che una strada è quella giusta, ci spingesse a percorrerla ma non è così e forse tutto ciò che possiamo fare è imboccare il sentiero facendo attenzione, essendo pronti – se necessario – a tornare indietro e prendendoci tutte le responsabilità delle nostre scelte.

 

“Prima o poi capirai, come ho fatto anch’io, che una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo.”  Morpheus

Guardando “Matrix” (1999)

L’arrocco del riccio, 6 settembre 2019

#film #matrix #wachowski #nonsonorecensioni

ragazza con cuffie

Mi hanno chiesto qual è il mio mese preferito e io ho risposto – forse luglio, agosto. Non lo so, comunque un mese caldo. E ho risposto per dare una risposta, perché in realtà non so qual è il mio mese preferito. Potrei forse dire una stagione, l’estate, ma sarei comunque indecisa perché anche la primavera mi piace molto – probabilmente perché non soffro di nessuna allergia, chi lo sa.

E non saprei dire neppure la mia canzone preferita, anche se forse fino a qualche anno fa avrei risposto con un titolo preciso, ma non lo so, alla fine dipende dai periodi, dipende dall’umore, dipende dall’amore.

Non so il mio cibo preferito, anche se so quali sono i piatti che si contendono i primi posti. Non so il colore preferito, ma so che mi piace indossare anche solo un dettaglio rosso, e so che mi piacciono i colori i colori vivaci – per quanto certe tinte pastello…

Preferisco il mare alla montagna, questo lo so. Preferisco leggere a guardare la tv – ma ci sono dei giorni in cui guardo tanta tv. E comunque non saprei dirvi qual è il mio libro preferito, o l’autore.

So poche cose, ma il punto è che non so scegliere.

L’arrocco del riccio, 24 aprile 2019

bolla

Ho mal di testa e credo che sia perché oggi ho pensato troppo. Troppo e a troppi pensieri, tutti insieme, tutti diversi, tutti problematici per un verso o per un altro perché legati a decisioni da prendere. Pensieri che mi impensieriscono. Questa cosa di esser grandi non mi piace a volte, lo ammetto. Ci sono giorni in cui vorrei che qualcun altro prendesse le decisioni per me e si addossasse le responsabilità delle conseguente, come quando ero piccola. Solo che poi significherebbe perdere parte della libertà e dell’indipendenza, lo so, ma ci sono dei giorni in cui forse baratterei un pochino di libertà per qualche responsabilità in meno.

L’arrocco del riccio, 11 gennaio 2019