inattività

Quando si è abituati a lavorare tanto, rimanere inattivi per un periodo può essere traumatico ma le pause non sempre fanno male. Certo, quando sono imposte e non volute può non essere facile abituarsi all’idea di non aver nulla da fare ma si può comunque provare a trarre il meglio e a capire se la strada su cui ci trovavamo – e abbiamo dovuto lasciare -era quella giusta o se è giunto il momento di cambiare. Perché a volte non cambiamo solo per paura di abbandonare una strada nota, anche se non è quella che porta dove vorremmo andare ed essere costretti a una svolta improvvisa, in quel caso, non è poi così male.

L’arrocco del riccio, 3 gennaio 2020

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

Le decisioni importanti le prendeva sempre davanti a una tazza di te, se era inverno. Se era estate non prendeva decisioni importanti – o almeno così aveva deciso anni fa, quando aveva provato a prendere una decisione importante con un bicchiere di te freddo in mano e i risultati erano stati sconfortanti. Aveva provato anche con le liste dei pro e dei contro ma poi capitava un pro che valeva dieci contro e allora le liste non servivano più a niente, perché i conti diventavano troppo complicati e lei con la matematica non aveva mai avuto un buon rapporto – forse è per questo che si era ritrovata a lavorare nel mondo dei libri.

Così ora si ritrovava con una tazza di te in mano, pro e contro che si confondevano nella sua testa cercando di affermare ciascuno la propria superiorità e una decisione importante da prendere. Aveva pensato anche di non decidere niente e chiudersi in casa aspettando che tutto passasse ma le era sembrato immaturo, così fece l’unica cosa saggia che le venne in mente. Poggio la tazza sul tavolo e si diresse lentamente verso l’ingresso, rovistò nella tasca del cappotto, gettò via due scontrini vecchi e prese una monetina. Lasciò decidere a lei.

L’arrocco del riccio, 30 dicembre 2019

sfera

“Qui ci vuole la delicatezza di tacere. Perché a giudicare ci si impiega due minuti, ma il più delle volte non siamo in grado di comprendere le ragioni altrui, cosa si nasconde dietro una scelta apparentemente sbagliata, quale bisogno del cuore, quale manovra del destino. So soltanto che le lacrime di chi ci è più caro si asciugano con più dolore delle proprie.”

Quante sciocchezze ho fatto che sarebbe difficile spiegare agli altri. Errori conclamati che erano già solo a pensarli, figuriamoci a metterli in atto. Errori che non c’è proprio verso di trovare una giustificazione se non che lì per lì avevo voglia di soddisfare un desiderio, una mancanza. Volevo togliermi uno sfizio. E non era mica giusto a volte, lo so, eppure sono cose che ho fatto. Forse non si può comprendere appieno la ragione che spinge qualcuno a compiere un’azione ma in fondo, saremmo sempre in grado di spiegare, razionalizzare, giustificare le nostre scelte?

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

L’arrocco del Riccio, 22 novembre 2019

lavoro

Rifiuterei io un’offerta di lavoro iniqua se avessi bisogno di lavorare? Perché probabilmente la scelta giusta da fare sarebbe questa, perché finché c’è gente che accetta offerte inique ci sarà qualcuno pronto a farle ma. Ma se avessi bisogno di un lavoro, se non avessi una famiglia alle spalle, sarei disposta io a dire no. Troppo facile a volte giudicare le scelte degli altri senza provare a immedesimarsi nei loro panni. E ciò non toglie l’ammirazione e la stima per chi è in grado di prendere una decisione e portarla avanti nonostante tutto e nonostante tutti né significa che non ci si dovrebbe provare nemmeno, ma i nostri giudizi dovrebbero essere talvolta più clementi.

Leggendo “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (2016)
#nonèlafinedelmondo #alessiagazzola #nonsonorecensioni

L’arrocco del riccio, 10 novembre 2019

scrittura

Bisogna conoscerle le regole della scrittura per poterle infrangere di tanto in tanto, quando serve. E ci vuole una certa abilità nel farlo in modo tale che quell’infrazione sia naturale, che non sembri un errore, che si capisca che è una scelta.

Leggendo “I pesci non chiudono gli occhi” di Erri De Luca (2011)
#ipescinonchiudonogliocchi #errideluca #nonsonorecensioni

L’arrocco del riccio, 7 novembre 2019

clessidra

Il tempo scorre e qualche volta mi domando se non mi stia perdendo qualcosa.
Solo che, ogni volta che ho provato a cogliere l’attimo, ogni volta che mi son detta “meglio un rimorso che un rimpianto” mi son ritrovata a fare cose che poi forse non volevo davvero.
Bisognerebbe trovare il giusto equilibrio nelle proprie scelte, io una volta l’avevo trovato ma devo averlo lasciato da qualche parte, distrattamente, tra un desiderio e una delusione.

L’arrocco del Riccio, 24 febbraio 2015