Delirio parte undici – Per la serie: seghe mentali assolutamente gratuite.

uomo di carta
Come si fa se si ama una persona che per qualche motivo non si può avere?
E non importa quale sia il motivo, badate bene. Magari ama un’altra persona, magari vive dall’altro capo del mondo e non c’è verso di cambiare le cose, magari non c’è più. Davvero, il motivo non conta, ma immaginate di amare una persona e di non poterla avere. Né ora né in futuro. È tutto un discorso ipotetico, un modo come un altro per farsi qualche sega mentale gratuita, tutto qui. Magari tu sei donna e a lui piace tuo fratello, insomma, il motivo potrebbe essere proprio uno qualsiasi.
Torniamo a noi: cosa si fa in questo caso? Perché a voler esser completamente corretti con se stessi e con gli altri, non si dovrebbe stare più con nessun altro, no?
Lo so che la risposta corretta è questa, ma per una volta voglio cercare di non pensare solo a ciò che sarebbe “giusto”, alla teoria. Voglio pensare anche alla pratica: sarei disposta a passare tutta la vita da sola? Se sì, perché? Solo perché so che sarebbe la cosa giusta e voglio scansarmi i sensi di colpa?
Se no, perché? Perché sono una brutta persona? E come farei coi sensi di colpa poi? Perché non si può stare con qualcuno sapendo di amare un altro.
Insomma, perché tutti questi pensieri? Perché passo molto tempo in pullman, e a qualcosa devo pur pensare. Poi ascolto uno stralcio di una conversazione altrui e inizio ad arrovellarmi il cervello.
L’arrocco del riccio, 2 giugno 2013
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colazione

Preparo il caffè solo per me, mentre prima mi sembrava sprecato – non so, il caffè si prepara almeno per due nella mia testa. In fondo non è necessario il caffè a colazione, va bene anche solo il latte con i biscotti. Ma il latte e caffè con i biscotti mi piace di più e se è un’attenzione che avrei riservato a un ospite, perché non riservarla a me.

Preparo un pranzo un po’ più abbondante la domenica, qualcosa di speciale che mi piaccia molto. E anche questo prima non lo facevo, se ero da sola in casa: la domenica è un pranzo in famiglia, c’è tanto cibo perché siamo in tanti, c’è cibo buono per festeggiare in compagnia. Va bene un piatto di pasta frettoloso altrimenti, tanto è solo per me. Ma un bel sugo saporito e un dolce mi piacciono di più, e se è un’attenzione che avrei riservato a un ospite, perché non riservarla a me.

Ho fatto ordine intorno a me, non per quella frase che dicono alle volte le mamme, le zie, le nonne: “Metti a posto, se arriva un ospite all’improvviso che figura facciamo?” Che poi quest’ospite che arriva all’improvviso – mi sono sempre detta io – o è un maleducato o è uno che a casa nostra è di famiglia. Nel primo caso il problema è suo, nel secondo ci perdonerà se per una volta non è tutto perfetto. Ho fatto in ordine intorno a me per trovare un po’ di ordine anche nei miei pensieri.

Sono uscita a fare una passeggiata anche se a volte da sola mi annoio. Mi sono vestita bene, truccata un po’, ho spruzzato il mio profumo preferito e tirato fuori un bel sorriso. Perché mi trovo bene da sola se sto a casa mia, ma non se devo andare in giro o far qualcosa, e invece non fa male starsene anche in giro con i propri pensieri, osservare ciò che ci circonda.

Mi sono fermata al bar e ho comprato un dolcetto, ho girato per i negozi rimandando lo shopping a momenti migliori, mi sono fermata ad osservare i bambini vestiti da Carnevale che giocavano felici con i coriandoli.

Piccoli rituali, nuove abitudini.

L’arrocco del riccio, 17 febbraio 2019