catena

A volte pensiamo che fare tutto ciò che vogliamo sia il massimo della libertà ma se non abbiamo nessun controllo sui nostri desideri e sulle nostre voglie, se non sappiamo dirci di no ogni tanto, siamo sicuri di essere liberi?

L’arrocco del riccio, 12 settembre 2019

 

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Delirio parte cinque – A questo punto mi domando perché non abbia chiamato la pagina “I deliri del riccio”

pozzo

Chi si accontenta gode? Volere ciò che si ha e non avere ciò che si vuole?
E, d’altra parte, non è forse giusto desiderare il massimo per se stessi e far di tutto per ottenerlo?
E se ciò che si vuole non si può avere?
E se ciò che si vuole non esiste? In tal caso è lecito accontentarsi? In tal caso è accontentarsi? Voglio dire, se quello che si vuole proprio non esiste, non si può neanche far una scelta in fondo.
Che poi qui ci sarebbe da discutere sul significato del verbo “accontentarsi”, perché sembra sempre che ci sia qualcosa di negativo in questo verbo. Un “potevo avere di più e invece mi accontento di questo”. E invece, stando al dizionario accontentarsi vuol dire essere appagati, contenti per qualcosa. Non c’è nessuna limitazione. Non c’è nessun paragone. Nessun “potevo avere… e invece…”.
E quindi come ci si deve regolare? Fino a che punto desiderare, fino a che punto accontentarsi, fino a che punto aspettare, fino a che punto limitarsi?
Tra il chi si accontenta gode e la fortuna aiuta gli audaci, dove ci si deve fermare?

L’arrocco del riccio, 30 agosto 2012

mela

Sono forse troppo abituata ad avere tutto quello che voglio, a volte perché me lo guadagno a volte grazie a un po’ di fortuna.

Sono forse troppo abituata ad avere tutto quello che voglio, anche se forse in parte è dovuto al fatto che scelgo quello che voglio accuratamente: non che non mi ponga obiettivi alti, ma cerco almeno di evitare quelli impossibili.

Sono forse troppo abituata ad avere tutto quello che voglio, e quando non posso averlo, che rabbia. Mi verrebbe quasi voglia di mettermi a fare i capricci, salvo poi ricordarmi che sono adulta e quindi è meglio di no. Che quella storia di ogni riccio un capriccio nel mio caso forse non può valere.

Anche perché è vero che un po’ di fortuna non guasta, ma quello che non sono riuscita a meritarmi, è giusto che non mi spetti. In fondo, ha un valore educativo: significa che la prossima volta dovrò impegnarmi un po’ di più.

L’arrocco del riccio, 13 marzo 2018

chiave

Non ho molte cose da fare ultimamente, ma mi sembrano infinite.

Ho avuto periodi più impegnati e impegnativi, ma mi sento stanca come non mai.

Forse la scelta più saggia sarebbe concentrarsi solo sul dovere chiudendo tutto il resto fuori, ma ho l’impressione che a chiuder fuori il mondo si rischi – quando poi ci si riaffaccia – di non trovare più nessuno.

L’arrocco del riccio, 5 marzo 2018